BigData Analytics: quali vantaggi per le piccole e medie imprese
Scritto da: redazione CDigital

Sempre più spesso si sente parlare di BigData Analytics. Ma che benefici offrono realmente queste tecnologie? Lo abbiamo chiesto all’Ing. Stefano Gallieni, Innovation & Sustainability Manager.

BigData Analytics: quali vantaggi per le piccole e medie imprese

L’intervista inizia con un’analisi delle opportunità e delle barriere che riguardano le piccole e medie imprese in questo ambito

Le ultime ricerche confermano che a investire in progetti di Analytics sono prevalentemente le grandi aziende. Esiste uno spazio di opportunità anche per le PMI? Può farci un esempio di applicazione?

Le opportunità per le PMI sono veramente moltissime. È necessario però avere una chiara visione della direzione verso cui si intende procedere per identificare qual è l’area operativa a maggior priorità di intervento, dove si deve generare immediatamente valore aggiunto.

Un esempio applicativo? Abbiamo impostato lo sviluppo di un sistema che consentisse la stima della marginalità relativa al servizio che un’azienda offriva ai propri clienti. La complessità era legata al fatto che si parla di un contesto molto articolaro in cui si movimentano milioni di pezzi.

 

Quali difficoltà possono presentarsi ad una PMI che volesse acquisire queste tecnologie? Le barriere sono di natura tecnologica o coinvolgono anche le competenze?

Considerando il costo e il ritorno dell’applicazione di queste tecnologie, direi che oggi tutti hanno la possibilità di poter fare progetti di questo tipo.

Le barriere possono essere legate al fatto di essere abituati a lavorare in un certo modo. Nel momento in cui ci si sposta verso una gestione guidata dai dati, si devono oggettivamente superare delle barriere al cambiamento, che possono essere più culturali che legate alla competenze.

 

BigData Analytics: come procedere

L’intervista prosegue descrivendo che cosa può fare concretamente un’impresa che volesse avviare un progetto di BigData Analytics

Quali sono i primi passi da compiere per avviare un progetto di cambiamento?

Il primo passo è la comprensione dello stato dell’arte in azienda e della sua strategia di sviluppo. Questi aspetti costituiscono la premessa per identificare un primo progetto pilota di miglioramento. Il segreto è muoversi sempre all’interno di un processo incrementale di sviluppo. Ciò infatti permette di raggiungere i primi risultati in maniera tangibile e quindi crea quel volano di spinta necessario per passare allo sviluppo successivo, ovvero quello dell’introduzione delle tecnologie avanzate in modo estensivo.

Nel nostro caso, lo sviluppo successivo è affidato a BNOVA, data intelligence company, che ha come missione principale quella di fornire supporto ai propri clienti nelle scelte strategiche e nello sviluppo di soluzioni legate ai dati.

Con BNOVA abbiamo sottoscritto recentemente un accordo di partnership, che ci permetterà di offrire alle aziende un servizio strutturato proprio secondo la logica descritta prima.

L’intervento congiunto prevede due fasi: la prima fase di analisi e di realizzazione di un progetto pilota per dimostrare valore e fattibilità della soluzione digitale proposta. La seconda fase di progettazione e realizzazione dell’applicazione digitale in modo completo.

Un temporary manager potrà intervenire a supporto della prima fase che è cruciale per arrivare a capire se proseguire o meno. Potrà poi intervenire nella seconda fase nel ruolo di coordinamento e di allineamento con l’organizzazione. Il suo compito sarà assicurare che la trasformazione digitale diventi un fatto organizzativo.

Infine, che vantaggi offre la scelta di avvalersi di un Temporary Manager in questo contesto?

Il vantaggio principale sta nel fatto di avere a disposizione uno specialista che interviene in un periodo di tempo ben definito e che non diventa un costo fisso per l’azienda, bensì è legato esclusivamente al tempo di svolgimento del progetto. Il Temporary Manager si differenzia dal consulente, perché è coinvolto nell’execution dei progetti ed ha il compito di accompagnare l’organizzazione verso il cambiamento portando nuovi approcci, che appartengono al suo background di esperienza e di competenze.


Autore:

 

Rosaria De Nardo

 

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