Come si sviluppa l'incontro tra Temporary Manager e PMI
  Scritto da: redazione CDigital

Come porta valore l’intervento di un Temporary Manager in una PMI? Nel nostro blog sono presenti diversi articoli che illustrano casi di successo raccontati direttamente dai protagonisti, ovvero dagli imprenditori e dai Temporary Manager.

Ma come nasce e si sviluppa l’incontro tra Temporary Manager e PMI? 

E soprattutto, come evolve successivamente il rapporto del Temporary Manager con l’imprenditore e con l’organizzazione?

 

Per dare risposta a queste domande, abbiamo intervistato l’Ing. Stefano Gallieni per raccogliere la sua esperienza di interazione personale, maturata recentemente nel ruolo di Temporary Manager, in una società manifatturiera del settore industriale.

Come si sviluppa l’incontro tra Temporary Manager e PMI

Che cosa fa scattare la decisione di avvalersi di un Temporary Manager, piuttosto che di un consulente?

“Per decidere di inserire un Temporary Manager è importante che l’azienda arrivi a maturare il valore che rappresenta questa opportunità.

Le PMI sono solitamente abituate ad operare con l’aiuto di consulenti esterni, ai quali affidano svariate attività ‘non-core’.                                                 

Al contrario, quando le imprese decidono di introdurre il Temporary Manager, è necessaria una cultura aziendale pronta ad accettare che egli assuma una posizione chiara e definita in azienda.

Il Temporary Manager, infatti, è una vera e propria risorsa per l’impresa, motivata a raggiungere l’obiettivo di progetto o di cambiamento concordato.”

Perché un’azienda dovrebbe richiedere l’intervento di un Temporary Manager?

“Solitamente il Temporary Manager si inserisce in azienda per ricoprire una posizione vacante, o non ben presidiata; oppure interviene per ammodernare o redistribuire il complesso di mansioni e di responsabilità che, specialmente nelle PMI, vengono assunte quasi totalmente dall’imprenditore.

La motivazione che spinge l’impresa a richiedere l’assistenza di questa figura può essere legata a diversi fattori, tra cui:

  • Difficoltà nel capire e gestire parametri fondamentali come i costi di produzione, il sistema di controllo di gestione, ecc.
  • Necessità di effettuare interventi organizzativi per ridefinire l’assetto produttivo e organizzativo.”

Verso l’incontro con il Temporary Manager: i motivi della scelta

Quali sono state nel tuo caso le motivazioni che hanno spinto l’azienda a cercarti?

“Prima del mio arrivo le esigenze principali manifestate dall’impresa erano due:

  • Completare la trasformazione già in atto dell’organizzazione da “artigianale” a industriale.
  • Favorire l’ingresso in azienda della terza generazione.

Per quanto riguarda il primo punto, gli aspetti da affrontare erano due: i competitor dell’azienda, tutti operanti sul mercato internazionale; in secondo luogo, i clienti principali che sono tutte aziende molto strutturate. 

Per questo motivo l’azienda sentiva l’esigenza di rinnovare la propria immagine a livello di brand verso l’esterno. Ancora più sentita era l’esigenza di adeguare l’organizzazione alle nuove necessità operative, ridistribuendo in modo più efficace ed efficiente i livelli di responsabilità. Un nuovo sistema organizzativo, basato su un sistema di budgeting e di definizione di obiettivi, avrebbe permesso di responsabilizzare maggiormente i key player dell’azienda e di alleggerire il carico sulle spalle dell’imprenditore.

 

Relativamente al secondo obiettivo, invece, era predominante la necessità di una riorganizzazione, mirata a predisporre un sistema in grado di accogliere l’ingresso della nuova generazione della famiglia.”

La ricerca del Temporary Manager

Con riferimento alla tua esperienza personale, come sei entrato in contatto con l’azienda?

“Il contatto con le aziende può avere luogo attraverso sistemi strutturati di network, come avviene con CDi Manager, la società di scopo della Federmanager dedicata ad erogare servizi di Temporary Management. I Temporary Manager vengono inseriti e messi in contatto con realtà che non sarebbero facilmente raggiungibili altrimenti.

Diversamente, come in questo caso particolare, il link può avvenire tramite la referenza diretta di terze persone.”

Il primo incontro con il Temporary Manager

Come si è svolto il primo incontro?

“Il primo incontro è fondamentale: è importante essere capaci di ascoltare e di mettere l’interlocutore nelle condizioni di sentirsi libero di esprimere le esigenze della propria azienda, favorendo lo scambio reciproco di opinioni.        

Nel mio caso, dopo un primo approccio piuttosto formale, si è innescato subito un alto livello di empatia reciproco.

Le principali pains che mi sono state esposte erano:

  • La necessità di tutelare la sostenibilità e la continuità dell’impresa e del lavoro delle persone tramite l’inserimento di un nuovo sistema organizzativo strutturato in modo equilibrato e introdotto per fasi successive.
  • Tutelare il trasferimento alla terza generazione.

Compito del Temporary Manager, durante questa fase, è quello di ascoltare i desideri e le difficoltà dell’azienda, senza avere la presunzione di avere la soluzione in tasca.”

Compito del Temporary Manager, durante questa fase, è quello di ascoltare i desideri e le difficoltà dell’azienda, senza avere la presunzione di avere la soluzione in tasca.

Quali sono gli aspetti più delicati da considerare in questa fase?
“Gli aspetti più critici durante l’approccio iniziale riguardano la capacità del Temporary Manager di entrare in empatia con l’interlocutore. E’ importante stabilire fin da subito una relazione efficace. Ciò significa mettere a fuoco gli scopi del progetto; avere una grande comprensione dell’altro; essere capace di fare domande per entrare nel dettaglio delle richieste dell’interlocutore e guidare la conversazione.

 L’imprenditore, dal canto suo, deve riuscire a trasferire nel modo più dettagliato possibile le sue necessità di modo che il Temporary Manager possa essere in grado di valutarle sulla base di elementi specifici.”

Piramide dell’empatia (K. McLaren, 2013)

Il momento dell’ingresso nella PMI

Il primo giorno in azienda com’è stato?

“Mi sono ritrovato sin dal primo momento in un ambiente piacevole e collaborativo. Il primo giorno in cui sono entrato in azienda sono stato presentato ad alcune figure aziendali, a cui è stato spiegato l’obiettivo del mio intervento.”

Quanto ritieni che sia stato importante la tua presentazione alle persone dell’azienda?

“E’ un passaggio che considero fondamentale e che non deve mai essere sottovalutato. La presentazione al team  non è un atto formale, ma un momento chiave in cui inizia il rapporto con le persone che saranno le vere protagoniste del cambiamento.

Mi è stata assegnata naturalmente una vera e propria postazione di lavoro; questo aspetto è fondamentale per aumentare l’interazione con i colleghi ed è uno dei caratteri che distingue il Temporary Manager da un consulente.

Mentre il primo entra concretamente a fare parte dell’azienda e della realizzazione del progetto, il secondo si limita a dare direttive teoriche, senza collaborare alla messa in pratica.”

La presentazione al team  non è un atto formale, ma un momento chiave in cui inizia il rapporto con le persone che saranno le vere protagoniste del cambiamento.

Sviluppo della relazione del Temporary Manager nella PMI

Quali sono stati i passi successivi dell’intervento?
“Dal punto di vista operativo è stato determinante il rapporto che ho instaurato con il Consiglio di Amministrazione con il quale scambiavo settimanalmente i report relativi agli aspetti analizzati durante l’attività.

Il mio era un obiettivo a tempo (ovviamente) della durata di circa 6 mesi.

Per realizzarlo, abbiamo chiesto la totale disponibilità da parte di tutte le aree funzionali in modo da raggiungere una sostenibilità d’impresa a durare nel tempo e non solo momentanea.

Nella prima fase di questo percorso mi sono focalizzato sull’analisi dell’organizzazione, dei processi e dei risultati raggiunti. Durante questa fase è stato fondamentale coinvolgere gli altri membri dell’azienda per verificare se esistesse o meno un vincolo culturale, ovvero per capire se e come superare l’abitudine a coinvolgere la Direzione in qualsiasi problema si presentasse.

Nella seconda fase ho effettuato report settimanali sull’andamento dell’attività e sull’impatto a livello organizzativo. I report si sono rivelati di fondamentale importanza, perché hanno progressivamente rafforzato la visione della direzione riguardo ai suoi obiettivi di sostenibilità aziendale e di tutela della terza generazione entrante.

In questo percorso non si può trascurare l’aspetto di misurabilità, anche per gli aspetti più intangibili, ma che hanno un grande impatto sulle performance. Tra questi vi è ad esempio l’obiettivo di educare i collaboratori a lavorare con maggiore autonomia, ma in modalità collaborativa e di condivisione delle informazioni, cercando di ridurre l’abitudine ad interagire con una sola persona.”

Conclusione del percorso: risultati e sviluppi futuri

Abbiamo raccontato come si sviluppa l’incontro tra Temporary Manager e PMI, prendendo lo spunto da un caso specifico. Ma come è si è conclude la relazione? E in questo caso, vi è stato un seguito?

“Al termine di quest’esperienza mi è stato proposto di ricoprire il ruolo di direttore generale dell’azienda, offerta che ho accettato molto volentieri, data la sfida interessante che mi è stata posta.

Attualmente ricopro anche il ruolo di tutor per la terza generazione entrante, con l’obiettivo di trasferire loro le conoscenze necessarie e gli elementi chiave, per garantire una conduzione aziendale focalizzata sugli obiettivi core e dare continuità sia dal punto di vista organizzativo che normativo.”

 

Stefano Andrea Gallieni

Ingegnere Gestionale con esperienza pluriennale nella direzione d’impresa in gruppi di respiro multinazionale dell’industria manifatturiera e della componentistica rivolta a OEMs, End User e EPC contractors dei settori Oil&Gas, Impiantistico, Chimico, Petrolchimico e General Industry.

Ora opera come Business Advisor e Temporary Manager nelle aree di General Management, Strategia, Organizzazione, Innovazione, Digitalizzazione dei processi, CSR e Sostenibilità, Operations, Risk Management, Certificato RINA come Temporary Manager e Manager per la Sostenibilità. Innovation Manager (MISE).

Autrice dell’intervista

Viola Castiglione

Viola Castiglione

Membro del Team di Redazione di CDigital-CDiManager

Ex responsabile Social e clienti per la società Human Valor

 

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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