Scritto da: Luca Cotecchia – Consulente di Direzione per Organizzazione e Sviluppo aziendale

E’ notizia di questi giorni che il Fondo di Garanzia agevola l’accesso al credito per le PMI innovative ed incubatori certificati fino a coprire una garanzia dell’80% del prestito per singola impresa (www.mise.gov.it  27 Novembre 2020).

Molte sono le start-up che si stanno formando in questo periodo storico incerto avendo come denominatore comune la sostenibilità di impresa passando per uno sviluppo sostenibile. La Green Economy negli ultimi mesi ha provocato una serie di reazioni a catena che difficilmente si fermeranno alla luce degli investimenti programmati sia nel privato che nel pubblico.

Lo sviluppo sostenibile di una PMI passa principalmente da due fattori:

  • investimenti
  • persone capaci di portare avanti un piano strategico per la sostenibilità

Gli investimenti sono la base di politiche aziendali che vanno incontro ad una richiesta sempre maggiore di sostenibilità ambientale.  E’ noto che con il Green Deal anche l’Europa sta incanalando energie e risorse per progetti di miglioramento dell’impatto ambientale ed impronta ecologica delle PMI. I fondi per attuare il cambiamento ci sono ma c’è bisogno anche di avere dei Temporary Sustainability Manager specializzati che possano fare la differenza.

Dal Lean Management alla Green Economy

L’economia circolare si sta imponendo sull’agenda politica principalmente per temi legati ad una maggiore sensibilità ambientale. La riduzione degli sprechi è sempre stato oggetto di studio per tematiche di Lean Management. I concetti su cui si basano i “7 wastes” sono da sempre parte integrante del processo di miglioramento continuo dei processi produttivi di una PMI. La novità che sta avanzando è data dal riutilizzo degli scarti industriali (non tutti gli sprechi possono essere eliminati in ottica Lean) aprendo nuove modalità di percezione dello spreco stesso.

In questa nuova ottica ritengo che le Biotecnologie siano un elemento fondamentale per trovare delle soluzioni adatte. Come accennato nel precedente articolo, le nuove tecnologie basate su tecniche all’avanguardia apriranno la strada ad una tematica di sicuro più sostenibile.

Secondo le previsioni Ernest Young su dati Ocse e World Economic Forum il mercato del lavoro sta attraversando una fase di profondo cambiamento legato alle nuove tecnologie in campo ed alla nuova sensibilità delle persone sui temi di sostenibilità. Serviranno nuove competenze per il lavoro di domani e si prevede che nei prossimi 5 anni cambieranno 6 lavori su 10.

Etica ai tempi della Green Economy

Nelle ultime settimane ho avuto la possibilità di organizzare dei webinar con alcuni miei collaboratori basati su scenari di Gamification a riguardo della sensibilità ambientale emergente. Il risultato ha evidenziato una forte componente etica nella strategia di un piano sostenibile. Il raggiungimento degli obiettivi di strategia ambientale passa sicuramente da una integrità morale e professionale che al momento sta dando il via a vere rivoluzioni in ambito industriale.

Avere un business plan etico e sostenibile è la sfida di ogni Sustainability Temporary Manager. Si fa avanti l’idea che il principale attore sia l’evoluzione del nostro pianeta e l’introduzione del “fattore umano” possa portare uno sbilanciamento di fattori. La sostenibilità in un sistema chiuso di economia circolare è perfettamente equilibrato se lo sviluppo soddisfa i bisogni del presente e del futuro senza compromettere il nostro pianeta.

Green Deal Europeo

Il Farm to Fork Strategy prevede degli investimenti a livello europeo per sviluppare nuovi concetti di Agro-Industria di sicuro più sostenibili ed environmental friendly.

Avere una produzione di cibo sostenibile è possibile con l’uso delle Biotecnologie. Nello scorso articolo di Settembre 2020 ho parlato della tecnica del CRISPR-Cas9 nell’ambito delle Green Biotechnology per provare ad ottenere una riduzione sostanziale dei pesticidi in uso. Ricordo che ad Ottobre 2020 le due scienziate responsabili della tecnica menzionata hanno ottenuto il premio Nobel per la Chimica. Una parte della strategia del Farm to Fork prevede la riduzione degli scarti industriali nell’agro-alimentare. Ricordiamo che generalmente in Europa 88 milioni di tonnellate di scarti alimentari sono generati ogni anno per un costo di 144 miliardi di euro. Si sta sempre più consolidando l’idea di utilizzare parte di questi scarti per generare biogas con l’uso delle Biotecnologie per modificare gli enzimi necessari a velocizzare il processo di produzione stesso. Altri esempi sono dati dall’uso delle bio-plastiche o bio-film, generati da residui delle industrie conserviere. Progetti di bio-plastiche da scarti di asparago, cardo o carciofo sono partiti in collaborazione con le università del Veneto utilizzando i suddetti fondi EU.

Uno sguardo al futuro

Quello che ci aspetta nei prossimi mesi sarà vitale sia per il nostro Paese che per l’Europa stessa. L’imponente liquidità che si avrà la possibilità di gestire dovrà essere messa a disposizione di programmi chiari, etici, di sostenibilità economica e di strategia finanziaria volta a migliorare la sensibilità ambientale e l’utilizzo di fonti rinnovabili. I professionisti chiamati a gestire queste sfide devono avere ben chiaro il goal finale e saper fare innovazione. Il mix giusto dovrebbe essere dato da un Innovation Manager con alta formazione in ambito Sostenibilità. Figure così ibride saranno il benvenuto dalle aziende per garantire così competitività sul mercato.


Autore:

Luca Cotecchia

Ha conseguito una Laurea Magistrale in Biotecnologie Agro-Vegetali, una Laurea specialistica in Biotecnologie Agro-Industriali presso l’Università degli studi di Napoli Federico II; un MSc in Agriculture presso l’University College of Dublin in Irlanda.

Durante la sua carriera ha lavorato 10 anni all’estero dove ha sviluppato competenze in ambito Agro-Farmaceutico, Agro-Alimentare e Biotecnologie Industriali. Al momento è un Consulente di Direzione per Organizzazione e Sviluppo aziendale pronto ad aiutare aziende nei settori Agro-Alimentare ed Agro-Farmaceutico.

Luca è uno dei 10 vincitori del Nord-Est del premio “Giovane Manager 2019 under 40” di Federmanager.

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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Responsabilità Sociale

Scritto da: La Redazione

Quasi un miliardo e ottocento milioni di euro investiti nel 2019 in azioni di Responsabilità Sociale e Sostenibilità dalle aziende italiane che hanno scommesso sul loro ruolo di produttori di valore sociale: il 25% in più rispetto al 2017.

Sono i dati emersi dal IX Rapporto sull’impegno sociale delle aziende in Italia, la statistica promossa dall’Osservatorio Socialis, realizzata dall’Istituto Ixè e presentata in diretta web dalla sede di Università Mercatorum a Roma.

Il valore assoluto degli investimenti in RSI è più che quadruplicato rispetto a 18 anni fa, quando venne realizzata la prima rilevazione dell’Osservatorio Socialis. Questo percorso di crescita continua rischia però di interrompersi nel 2020 a causa della crisi del Coronavirus.

I dati restituiti dal IX Rapporto CSR confermano il radicamento e il valore del fenomeno – ha commentato Roberto Orsi, Direttore dell’Osservatorio Socialis  Ora si tratta di reggere l’urto dell’emergenza Covid-19 pensando a nuovi modelli di sviluppo, ancora più sostenibili, più attenti alle persone, all’ambiente, al contenimento degli sprechi, dove la tecnologia e l’innovazione sposano la responsabilità sociale.”

Perché un’azienda dovrebbe decidere di investire in un progetto di Responsabilità Sociale?

Secondo quanto affermato dalla Commissione Europea, la Responsabilità Sociale d’Impresa rappresenta un asset strategico che favorisce l’aumento di competitività e porta vantaggi in vari ambiti:

  • Miglior gestione del rischio;
  • Produttività e ottimizzazione dei costi;
  • Accesso al capitale;
  • Relazioni coi clienti;
  • Capacità di innovazione

 “L’adozione di una politica aziendale basata sulla Responsabilità Sociale può permettere la formazione di un clima di fiducia, internamente all’azienda, ma anche nei rapporti con la clientela e la collettività

Cambiamento culturale

Il passaggio da una prima stagione mossa da una sorta di “paternalismo” volto alla “tutela del consumatore” come “parte debole”, a quella attuale del consumo “responsabile” del cittadino, che è diventato protagonista del cambiamento, sta spingendo le imprese ad adeguarsi per cogliere i nuovi bisogni e preferenze del mercato.

Negli ultimi anni si è verificato un cambiamento culturale nei consumatori. Non solo valutano il produttore per la qualità dei beni e servizi offerti, ma anche per la modalità con cui le stesse imprese esercitano la loro attività. Chi acquista è sempre più propenso a spendere qualcosa in più per premiare le aziende più attente all’ambiente e al benessere di lavoratori e fornitori.

Non adeguarsi alle nuove esigenze della collettività potrebbe influire negativamente sulla branding reputation. Si potrebbe verificare che il cliente scontento del comportamento dell’azienda non acquisti più, provocando una diminuzione dei ricavi e conseguentemente del valore del brand.

La Responsabilità Sociale riguarda anche le PMI?

La RSI è stata considerata come qualcosa che può riguardare solo le imprese di grandi dimensioni. In realtà, in un tessuto imprenditoriale come quello italiano, le piccole e medie imprese rappresentano circa il 92% delle aziende. Dunque esse giocano un ruolo determinante anche in tema di sostenibilità del territorio. La questione è piuttosto allora comprendere se l’RSI è alla portata delle risorse, capacità e interesse di una PMI.

Così come un percorso è fatto di tanti piccoli passi, anche l’evoluzione verso la sostenibilità può essere gestita attraverso il concepimento di tanti piccoli progetti successivi. Ognuno deve portare ad un miglioramento e ad un beneficio tangibile in una delle aree fondamentali di intervento:

  • Salute e sicurezza dei luoghi di lavoro
  • Tutela dell’ambiente
  • Efficienza e fonti rinnovabili

Le soluzioni e le possibilità di intervento sono “infinite”: la disponibilità di nuove tecnologie e di nuove competenze costituisce una condizione favorevole per il cambiamento in ottica green: si pensi, ad esempio, all’ammodernamento dei processi, o ai vantaggi della trasformazione digitale, o infine alla creazione di nuove modalità per servire il cliente.

Il Temporary Manager come catalizzatore del processo

Nell’introduzione di novità, il problema spesso è come conciliare l’operatività ordinaria con la necessità di trovare tempo e competenze per nuovi progetti.

Una soluzione, è costituita dal Temporary Innovation Manager, una figura sostanzialmente ancora poco utilizzata in Italia, che è specializzata in interventi di durata limitata e segue un approccio manageriale alla gestione dei progetti.

Ma qual è il ruolo del TIM in un progetto da realizzare in una piccola e media impresa?

Il Temporary manager ha come obiettivo fondamentale il “far accadere le cose”, ovvero assicurarsi che il cambiamento diventi un “fatto organizzativo” e sia effettivamente adottato dalle persone dell’organizzazione.

È la soluzione ideale per le PMI perchè rappresenta la “dose giusta di managerialità”. Non si tratta di un inserimento di un manager a tempo indeterminato e non è l’intervento spot del consulente che in realtà non incide a sufficienza per generare un cambiamento stabile.


Autore:

La Redazione: Giada Vitelli


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Scritto da: Francesco Sandias – Sustainability & Innovation Manager

Nell’ambito delle attività per uno Sviluppo Sostenibile delle PMI, ci sono due aree di intervento che possono portare un vantaggio competitivo e benefici per il conto economico a breve termine:

  • La riduzione Sostenibile dei Costi;
  • La generazione di Valore Aggiunto.

Fra la possibili aree di Sviluppo della Sostenibilità, quella della Riduzione Sostenibile dei Costi è la più interessante dal punto di vista del rapporto risorse/benefici. E’ anche possibile modulare questo tipo di interventi in tempi da brevissimi a medio/lunghi.
In un brevissimo periodo, che può essere anche di sole 4 settimane, si possono eseguire delle Attività Veloci. Le cosiddette “Cherry picking” per raccogliere quelli che vengono definiti “low hanging fruits” (risultati immediati di riduzione costi/sprechi) per aumentare a brevissimo termine il Gross Margin.

Attività a breve termine

Tipici esempi di attività di riduzione dei costi, nell’ottica di miglioramento della Sostenibilità ovvero dell’impatto ambientale, sono il Riutilizzo interno degli scarti di Produzione/Lavorazione, oppure il loro riutilizzo come materie prime seconde da parte di partners esterni, o anche l’utilizzo di scarti o materie prime riciclate provenienti dall’esterno.

Molto importante è l’attività di revisione e ottimizzazione delle specifiche dei materiali, dei fornitori e dei processi di acquisizione; con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di materie prime a parità di performance/qualità del prodotto finito. Il miglioramento della Logistica anche attraverso l’ottimizzazione dei trasporti, che conducono ad una riduzione delle Emissioni di CO2.

Un altro classico esempio di riduzione della Carbon Footprint è l’utilizzo di Fonti Energetiche Rinnovabili o la riduzione dell’utilizzo delle risorse energetiche (acqua, energia elettrica o termica) attraverso un semplice programma di riduzioni dei consumi.

Più complessa invece è l’ottimizzazione dei Processi Produttivi. Attraverso la riorganizzazione degli Stabilimenti Produttivi ed anche attraverso la formazione ed il miglioramento delle condizioni lavorative, che tocca importanti aree come la Sostenibilità Sociale.

Attività a medio/lungo termine

Una volta ottenuti i primi entusiasmanti risultati, ci si può dedicare ad una Revisione e Mapping delle attività svolte per la Sostenibilità; in modo da individuare quelle azioni Sostenibili che possano già essere comunicate sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Successivamente, la preparazione di un Programma a medio termine per una Riduzione Sostenibile e duratura dei Costi.

Infine, una volta iniziata l’implementazione del Programma di Riduzione dei Costi, si possono affrontare attività più a lungo termine per il Miglioramento del rating di Sostenibilità e per una Generazione di Valore ed una eventuale emissione di un Rapporto di Sostenibilità.

Miglioramento del Rating di Sostenibilità come generazione di valore

Per un miglioramento sostanziale del Rating di Sostenibilità è necessario preparare un Piano Strategico per la Sostenibilità. Il Piano può aiutare a lungo termine a generare valore per i prodotti/servizi dell’azienda.

Il Piano della Sostenibilità dovrà essere integrato con il Piano Strategico Aziendale. Dovrà prevedere dei programmi strutturati di ottimizzazione, sia delle specifiche dei materiali che dei processi/organizzazione. In aggiunta, lo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi Mercati favoriti dalla crisi del COVID19, per intercettare le nuove priorità che stanno emergendo dagli StakeHolders.

Per fare ciò sarà necessaria una attenta valutazione della Matrice di Materialità.

Come esempi di attività di generazione di valore, si possono individuare le attività sostenibili già svolte in azienda, ma non ancora percepite come attività per la Sostenibilità e renderle protagoniste di una Comunicazione sulla Sostenibilità, attraverso la valorizzazione del website aziendale o di Social Media (Linkedin, Fecebook, etc). Queste comunicazioni possono includere dichiarazioni sulle politiche sostenibili sociali e sul personale e la creazione di una StoryTelling valorizzando la storia aziendale/familiare e del Brand.

Eventualmente si possono lanciare Campagne di promozione/comunicazione dei nuovi prodotti ad alta sostenibilità, fabbricati con il riutilizzo degli scarti o materie prime seconde oppure per la valorizzazione dei siti produttivi attraverso il loro utilizzo per attività culturali e ricreative.

L’incremento del Rating di Sostenibilità dell’Azienda, così ottenuto, avrà riflessi in due aree :

  • Il Cambio di Paradigma, imposto dai Millenials, garantirà una maggiore valorizzazione del Prodotto perché la Sostenibilità sarà una chiave d’acquisto fondamentale per i consumatori del futuro;
  • La finanza ESG premierà sempre più, le aziende con un più alto Rating di Sostenibilità, garantendo maggiori investimenti e spread sempre migliori.

Per guidare queste attività di Project Management serve un Manager con una forte Leadership, esperienza ed una visione a 360 gradi dei processi aziendali.

Per le aziende che non hanno ancora maturato al proprio interno una cultura manageriale, un primo passo potrebbe essere avvalersi di un Sustainability Temporary Manager, che costituisce la figura ideale per portare managerialità nelle imprese in un tempo limitato e definito e con obiettivi precisi.


Scritto da:

Francesco Sandias

Ha iniziato in P&G a Roma nel 1985 negli Acquisti e Supply. Per 30 anni ha innovato nel Procurement, con R&D e Marketing in aziende FMCG tra cui P&G a Bruxelles, Reckitt Benckiser a Venezia e Seda Packaging a Napoli. Ora guida, con altri due soci, la Start-up Innovativa LMPE srl in Toscana, che fa Ricerca a Sviluppo su polimeri eco-compatibili e sviluppa soluzioni Innovative per le esigenze dei clienti. Certificato RINA come Innovation e Manager per la Sostenibilità.

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Biotecnologie: sostenibilità ed innovazione green

Scritto da: Luca Cotecchia – Consulente di Direzione per Organizzazione e Sviluppo aziendale

Nuovi Manager, Nuovi Standard

La nuova crisi economica del mercato del lavoro ha aperto la crescita in modo esponenziale al lavoro autonomo, ai free-lance e alle start-up. Queste ultime sono sempre più interessate a tematiche come sostenibilità, innovazione e green.

Le opportunità rappresentate dall’economia circolare sono di forte interesse per le imprese in termini di crescita e sviluppo, anche a fronte dei 620 milioni di euro messi a disposizione dal MISE per processi o prodotti sostenibili.

L’intera industria del Biotech italiano si sta rivelando indispensabile per raggiungere obiettivi importanti a livello industriale. La produzione di biomassa e di composti bioattivi per la tecnologia di bioreattori rappresenta, ad esempio, il futuro della Green Economy auspicata anche a livello europeo. La richiesta di fornitura sostenibile di biomassa da pianta e da molecole a valore aggiunto (es. proteine ed enzimi industriali) ha generato considerevoli sforzi per trovare vie alternative alla loro bio-produzione.

New Technologies

I campi dell’Agro-alimentare e dell’Agro-farmaceutica saranno quelli di maggiore interesse nei prossimi anni dato che saranno rivoluzionati dalle attuali tecnologie emergenti. Una di queste è la tecnica del CRISPR-Cas9 nell’ambito delle Green Biotechnology. Per Green Biotechnology si intende quell’insieme di particolari tecnologie utilizzate per modificare geneticamente le piante al fine di produrre soluzioni environmental friendly in agricoltura, come alternativa alla tradizionale agricoltura, orticoltura e processi di incroci. 

La tecnica del CRISPR non prevede inserzione di geni specifici, come per la creazione di OGM, ma ha lo scopo di poter silenziare sequenze geniche già interne al genoma stesso dell’organismo.

Per capire il loro funzionamento, si può fare il paragone con un mixer illuminazione dove si ha la possibilità di accendere/spegnere degli interruttori a cui fanno capo delle luci (in questo caso sequenze geniche). La United States Department of Agriculture (USDA) ha confermato che la tecnica CRISPR/Cas9 può essere utilizzata in agricoltura per miglioramento delle colture (Waltz, 2018). In Europa la tecnica è ancora al vaglio della Commissione Scientifica Europea.

EU Strategy

Se la Commissione Scientifica Europea desse parere positivo seguendo le orme della USDA, si prospetterebbero scenari inediti e ancora tutti da esplorare, per le aziende nei settori dell’Agro-alimentare e dell’Agro-farmaceutica. Basti pensare alle opportunità di avere piante resistenti a parassiti semplicemente “spegnendo” la possibilità di poter essere attaccate da quel parassita stesso. In questo modo la resa in campo sarebbe di sicuro più interessante ed elevata e con uso assolutamente inferiore di pesticidi.

I fattori critici di successo in Italia sono a mio modo di vedere molteplici: principalmente verso il mercato dei prodotti e secondariamente verso i clienti. Culturalmente la questione è delicata in quanto ancora persiste ancora una diffidenza verso i prodotti non OGM. A mio parere, però, i tempi sono maturi per una discussione generale sulla biosicurezza in ambito alimentare.

La Green Economy incide su diversi mercati. Se la tecnica del CRISPR-Cas9 fosse comunicata adeguatamente, potrebbe generare grandi benefici per tutto l’indotto delle Biotecnologie in Europa. Una maggiore sensibilizzazione porterebbe ad avere un consenso generale alla fase di sperimentazione di prodotti con alte caratteristiche agronomiche.

La commissione Europea ha la possibilità di dare slancio e di guidare il settore in Europa, dando consenso positivo prima che i prodotti americani e cinesi invadano il mercato senza una vera e propria regolamentazione come già successo in passato.

Il Green Deal proposto dalla Presidente Ursula von der Leyen dopo l’insediamento della nuova Commissione rappresenta un punto di svolta nella strategia comunicativa dell’Unione Europea. Un minore uso di pesticidi è possibile solo grazie all’avanzamento delle Biotecnologie.

New challenges

Le prossime sfide nel mondo Agro-Alimentare ed Agro-Farmaceutico vedranno professionisti, ricercatori e manager lavorare per migliorare il settore aumentando la sostenibilità, portandola a livelli molto alti.

Una delle possibili soluzioni potrebbe essere rappresentata da un Temporary Manager, che sia in grado di avere conoscenze tecniche di industria e di standard industriali e che possa fare da tramite tra le aziende e le università. Portare avanti progetti così specializzati “a tempo” è un fattore vitale per tutte le aziende che vogliono investire sul futuro in progetti R&D.

Un Temporary Manager in questo ambito dovrà, a mio parere, avere sempre più conoscenze ibride anche di standard industriali.

In ambiti di Agro-Farmaceutica e Nutriceutica, gli standard classici come il British Retail Consortium (BRC) o le ISO sono sulla strada del tramonto. Con le nuove tecnologie a disposizione emerge sempre più la richiesta di standard operativi ibridi tra un BRC ed FDA (Food and Drug Administration). All’estero il BRC è già superato da grandi gruppi come TESCO, Marks & Spencer, Waitrose etc. avendo essi stessi degli standard interni per i principali fornitori.

Temi come la “biosicurezza” del cibo iniziano ad essere fortemente considerati a livello politico europeo. Di conseguenza gli standard nazionali ed internazionali potrebbero introdurre delle novità che potrebbero interessare tutto il settore Green Biotech.

Ci aspettano rivoluzioni in ambito agroalimentare che spaziano dalla pianificazione all’uso degli scarti industriali in agricoltura per bioedilizia/bio-design. Tali sfide sarebbero impossibili da affrontare senza un professionista o un Manager in azienda, che capisca le difficili logiche di sostenibilità che nei prossimi anni potremmo trovarci di fronte.

Un Temporary Manager con queste capacità potrebbe garantire competitività sul mercato alle aziende valutando investimenti in aree tecnologiche nuove o proponendo progetti ibridi di sicuro interesse commerciale nel mercato stesso.

Autore:

Luca Cotecchia

Ha conseguito una Laurea Magistrale in Biotecnologie Agro-Vegetali, una Laurea specialistica in Biotecnologie Agro-Industriali presso l’Università degli studi di Napoli Federico II; un MSc in Agriculture presso l’University College of Dublin in Irlanda.

Durante la sua carriera ha lavorato 10 anni all’estero dove ha sviluppato competenze in ambito Agro-Farmaceutico, Agro-Alimentare e Biotecnologie Industriali. Al momento è un Consulente di Direzione per Organizzazione e Sviluppo aziendale pronto ad aiutare aziende nei settori Agro-Alimentare ed Agro-Farmaceutico.

Luca è uno dei 10 vincitori del Nord-Est del premio “Giovane Manager 2019 under 40” di Federmanager.

CDigital si è attivata creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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Scritto da: Angela Tarabella

Pare finalmente in via di approvazione da parte del MISE la misura governativa che mette a disposizione circa 620 milioni di euro per le imprese che intendono adottare nuovi processi produttivi orientati alla sostenibilità.

L’economia circolare rappresenta una opportunità di crescita e sviluppo per le imprese. Il passaggio dall’economia lineare, basata sull’accesso illimitato alle risorse, ad un utilizzo che prevede di impiegare le stesse risorse il più a lungo possibile e di ridare vita agli scarti per nuovi e proficui utilizzi, non è certamente semplice.

Le nuove misure governative con incentivi a sostegno del cambiamento in chiave green, sono molto rilevanti. Si parla di circa 620 milioni di euro dal MISE da destinare a progetti,  applicazioni e innovazioni ecosostenibili. Grazie agli incentivi, si potranno avviare percorsi di sviluppo di innovazioni ecosostenibili, che avranno riflessi positivi sul processo produttivo, sul prodotto e sull’intera supply chain, e andranno ad aumentare la competitività delle imprese nel mercato nazionale e internazionale.

Il passaggio ai modelli gestionali green potrà garantire un beneficio crescente per le imprese, se verrà accompagnato anche da un cambiamento in termini di cultura aziendale e di management adeguati a guidare la sperimentazione interna e la validazione sul campo.

Un valido supporto in questa direzione è sicuramente rappresentato dalla figura del Temporary Manager che, come dice la parola stessa è di tipo temporaneo ovvero dedicato all’azienda e alla sua attività per il tempo necessario ad avviare il circolo virtuoso verso modelli gestionali e operativi sostenibili per poi lasciare l’impresa alla sua piena autonomia.

La figura del Temporary Manager è di fondamentale importanza per la realizzazione dei progetti, il raggiungimento degli obiettivi e la diffusione della cultura green, soprattutto per le imprese che non possono permettersi un manager a tempo pieno.

“Il modo di operare delle imprese, se strutturato in modo vincente, può affrontare qualunque tipo di variabile o sfida si ponga alla sua attenzione.”

Il Master in Food Quality Management and Communication, si pone proprio questa sfida: formare Food Manager in grado di gestire il cambiamento a cui stanno assistendo le imprese del settore agroalimentare e non solo.

Nella VI edizione, che prenderà avvio il 20 novembre 2020, sono stati inseriti appositi moduli dedicati allo sviluppo dell’innovazione e dei modelli gestionali orientati alla sostenibilità proprio ad attestare l’esigenza di competere in modo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

I vantaggi dei modelli gestionali green

I vantaggi nell’adozione di modelli gestionali green sono legati al prodotto, che verrà “comunicato” come environmental friendly, dimensione molto apprezzata dal consumatore, al processo produttivo, che verrà ad essere modificato a monte o a valle per ridurre gli impatti ambientali e monitorato più efficacemente con un vantaggio diretto anche di tipo economico e di responsabilità, e infine  sulla catena di fornitura per rassicurare i clienti delle performance green dell’output produttivo.

Sono molte le imprese che già oggi affermano di aver ottenuto numerosi vantaggi dalla propensione alla sostenibilità, vantaggi che possono anche raddoppiare quando le scelte ecologiche riguardano prodotto e imballaggio oppure accordi di buy-back degli scarti al fine di destinarli a nuovo riciclo.

L’Agenda 2030

Tra i molteplici obiettivi che si è posta L’Agenda 2030 delle Nazioni unite in merito allo sviluppo sostenibile c’è anche la spinta verso l’innovazione green che in futuro potrà costituire un vantaggio competitivo di rilievo per chi vorrà competere nel mercato internazionale.

Le trasformazioni in atto in questo scenario post pandemia non sono facili da decifrare e individuare, ma quello che è certo è che le imprese hanno modificato, talvolta senza neppure accorgersene, il loro modo di operare. Basti per tutti pensare allo sviluppo del delivery, alla crescita dei prodotti con private label, alla richiesta di maggiore sicurezza che coinvolge più e nuovi complessi sistemi come quelli di blockchain e analisi dei dati, comunemente definiti analytics.

In questo scenario di cambiamento il Temporary Manager può costituire un valido aiuto per rafforzare le tendenze positive già avviate nella fase centrale della crisi per metterle a sistema all’interno degli strumenti gestionali e per individuare e raggiungere nuovi e più ambiziosi traguardi.

Il modo di operare delle imprese, se strutturato in modo vincente, può affrontare qualunque tipo di variabile o sfida si ponga alla sua attenzione, perché il metodo è ciò che mantiene salda l’impresa alla realtà del mercato, ne monitora costantemente i cambiamenti e formula i feedback più apprezzati sulla base delle istanze dei clienti, siano essi B2B, B2C o nelle formule più innovative del B2E (Business To Employee, nel vantaggio competitivo con i propri dipendenti) o C2C (Consumer To consumer, per azioni virtuose tra consumatore).

Certamente, ogni settore produttivo presenta le sue peculiarità che sono solo in parte estendibili a tutti gli altri e pertanto la prossima settimana sarà molto lieta di continuare questa presentazione affrontando un settore particolarmente dinamico e che è rimasto ben saldo nel suo andamento anche durante il covid-19: quello agroalimentare.


Autore:

Angela Tarabella

Professore Ordinario di Scienze Merceologiche Direttore Scientifico e Organizzativo del Master in Food Quality Management and Communication – Dipartimento di Economia e Management – Università di Pisa


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Scritto da: Francesco Sandias

Il Sole 24 ore, il 30 Giugno, ha pubblicato la notizia che sono in arrivo 600 milioni di incentivo per l’Innovazione e il Green. 

Il Green ovvero la Sostenibilità è uno dei fattori principali di quel processo di  Innovazione che le PMI oggi possono utilizzare per rilanciarsi dopo la Crisi generata dal COVID-19 per puntare a migliorare la loro competitività sul mercato e cogliere nuove opportunità di Business.

La Sostenibilità è sicuramente lo stile trasformativo di cui oggi sentiamo parlare di più, specialmente in questo periodo che ha segnato profondamente e globalmente tutte le attività dell’uomo. Essa non va intesa come un nuovo modo di fare ambientalismo oppure della filantropia, va intesa invece come Leva Strategica, come Motore  di generazione di valore e di differenziazione rispetto alle altre Imprese.

Questa Trasformazione può essere operata solo uscendo dalla propria zona di confort, con l’apprendimento di nuove Skills e di nuove Competenze diverse da quelle tradizionali.
Ha inoltre bisogno di Imprenditori Visionari che abbiano la determinazione di coinvolgere i propri dipendenti ed i propri Managers per attuare un vero e proprio cambiamento della Cultura Aziendale a lungo termine.

In effetti, non esistono delle linee guida da seguire o delle liste di controllo per Manager e dirigenti, ma soltanto una serie di considerazioni, approcci e metodologie da adottare in base alle decisioni dell’Imprenditore in relazione alla propria Azienda e alle proprie necessità, sicuramente serve agire velocemente e prendersi dei rischi.

Un Piano Strategico di Sostenibilità non è diverso dai Piani di Business che le Imprese sono già abituate a fare, ora è necessario però vedere il Business con un diverso paio di occhiali. L’obiettivo è sempre quello di ottenere un Vantaggio Competitivo e  una  Crescita di Volumi con un Nuovo Modo di Generare valore e di ottenere un Ritorno sul Capitale Investito.

Ad esempio, La Ellen MacArthur Foundation, la fondazione privata Americana che sostiene l’Economia Circolare dal 2010,  ha stimato in 6 punti di PIL il valore potenziale dell’Economia Circolare. Questo si può ottenere rivedendo l’Utilizzo dell’energia e delle risorse, mettendo a reddito gli Scarti di Produzione, Ottimizzando la Produzione e la Logistica  e riprogettando Prodotti e Processi in ottica di Circolarità.

Lo scorso Febbraio, la Comunità Europea ha finanziato la Sostenibilità Ambientale con il Green New Deal,  un ingente piano di investimenti da 1000 Miliardi di Euro in 10 anni, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050. Questo piano prevede uno stanziamento immediato di 7,5 Miliardi di Euro, di cui 364 Milioni destinati all’Italia proprio per il finanziamento di progetti necessari a questa Trasformazione.

L’Economia Circolare, e più in generale la Sostenibilità Ambientale, è solo uno dei tre diversi pilastri dello Sviluppo Sostenibile insieme alla Sostenibilità Sociale ed alla Sostenibilità Economica. Lo Sviluppo Sostenibile per una PMI deve rappresentare appunto un  Nuovo Motore di Generazione di Valore, favorendo contemporaneamente la gestione efficiente delle risorse Naturali, delle Risorse Umane e delle Risorse Finanziarie e contribuendo alla crescita ed al miglioramento dello sviluppo Socio-Economico della Comunità in cui l’Impresa è inserita.

Oltre all’Ottimizzazione della Produzione, Il Piano di Sostenibilità va integrato con gli Obiettivi Strategici Aziendali, promuovendo l’Innovazione e lo Sviluppo di Nuovi Prodotti e di Nuovi Mercati, soprattutto, indirizzando i nuovi prodotti verso le nuove priorità che stanno emergendo dagli StakeHolder e verso i Mercati favoriti dalla crisi del COVID19. 

E’ necessario infine il Coinvolgimento della Comunità e degli StakeHolder, comunicando le attività svolte in favore della Sostenibilità,  anche eventualmente con l’emissione di un Rapporto di Sostenibilità o di una Rendicontazione non Finanziaria. Questo permetterà all’Azienda un miglioramento della Reputazione percepita e quindi l’incremento del Rating di Sostenibilità, e di conseguenza faciliterà l’accesso al credito, in quanto gli Investimenti (ESG) Environmental Social Governance sono sempre di più incentivati.

Per guidare questa Trasformazione serve un Manager con una forte Leadership ed una visione a 360 gradi dei processi aziendali.

“Per le aziende che non hanno ancora maturato al proprio interno una cultura manageriale, un primo passo potrebbe essere avvalersi di un  Sustainability Temporary Manager, che costituisce la figura ideale per portare managerialità nelle imprese in un tempo limitato e definito e con obiettivi precisi.

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Francesco Sandias. Ha iniziato in P&G a Roma nel 1985 negli Acquisti e Supply. Per 30 anni ha innovato nel Procurement, con R&D e Marketing, in aziende FMCG tra cui P&G a Bruxelles, Reckitt Benckiser a Venezia e Seda Packaging a Napoli. Ora guida, con altri due soci, una Start-up Innovativa in Toscana che fa  Ricerca a Sviluppo su polimeri eco-compatibili e sviluppa soluzioni Innovative per le esigenze dei clienti. Certificato RINA come Innovation e Manager per la Sostenibilità.

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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