Temporary manager: cosa fa
Scritto da: redazione CDigital

Temporary Manager: una soluzione al passo con i tempi

A volte capitano episodi o si verificano periodi particolarmente rilevanti nella vita di una impresa, che segnano il passaggio da un prima a un dopo. In questi momenti, sia che si tratti di uscire da una crisi o di fare un salto di qualità, è possibile avvertire l’esigenza del supporto di una figura competente o portatrice di un punto di vista nuovo e diverso: un professionista che aiuti a superare la routine e gli schemi mentali ormai desueti, introducendo in azienda il corretto mix di competenze manageriali.

Fortunatamente in questi momenti non si è soli. Oggi sempre più aziende, per gestire questi momenti di passaggio transitorio, si avvalgono del supporto di un Temporary Manager.

La soluzione del temporary management si distingue principalmente per la flessibilità e la possibilità di stabilire tempi e obiettivi ben definiti, oltre che per numerose altre proprietà:

  • Rapporto costo-complessità basso
  • Sviluppo incrementale
  • Riduzione dei tempi per ottenere risultati
  • Costi ridotti
  • Road Map concordata con l’Azienda
  • Prosecuzione a fronte di risultati comprovati
  • Miglioramento degli indici economico-finanziari e della facilità di accesso al credito

Per quanto la soluzione del Temporary manager non sia ancora nelle corde di molte PMI, osserviamo che, una volta presa la decisione di sperimentare questo servizio, rimane sempre la soddisfazione di un confronto con una persona portatrice in azienda di nuove competenze e soprattutto di nuovi approcci del business più strutturati e consapevoli. .

Sono queste le considerazioni che condividono con noi i due imprenditori intervistati, a conclusione del progetto Fit4theFuture, durante il quale hanno avuto l’opportunità di collaborare con un Temporary Manager su uno specifico progetto di cambiamento aziendale.

Il Temporary Manager nel progetto Fit4TheFuture Verona

Abbiamo già avuto modo di illustrare il progetto Fit4TheFuture Verona negli articoli Il Temporary Manager: cosa fa. Interviste agli imprenditori e Strumenti concreti a sostegno dell’industria: temporary innovation manager.

Finanziato da 4.Manager (Ente bilaterale Confindustria/Federmanager) e organizzato in collaborazione con CDi Manager, Fit4TheFuture ha coinvolto un campione di PMI del territorio veronese. Gli interventi hanno permesso alle aziende di mettere a fuoco il proprio modello ideale di crescita e di avviare un percorso di razionalizzazione e innovazione in chiave Industry 4.0.

Sei Temporary Innovation Manager altamente qualificati hanno messo a disposizione la competenza, la conoscenza dei processi, ma soprattutto la loro capacità di guidare un team con concretezza verso un obiettivo specifico. Dopo aver completato la fase di assessment dell’azienda, individuando il primo e prioritario progetto della Roadmap di innovazione, ne hanno assicurato il completamento nella fase successiva denominata “realizzazione del primo MVP”.

A testimonianza del lavoro svolto, riportiamo ulteriori due interviste ai rappresentanti di due società attive nel progetto Fit4TheFuture, che descrivono il rapporto instaurato con il temporary manager e che cosa ha lasciato nella loro organizzazione.

Intervista a Carlo CARRANO – General Manager in Infogest Web Srl

Intervista a Carlo Carrano – General Manager in Infogest Web

Descriva la sua azienda

La mia azienda è una software house, che negli anni, si è fortemente specializzata nell’ambito dell’autotrasporto, in particolare sviluppando una piattaforma proprietaria. Distribuiamo in Italia e anche in Europa con oltre 1200 clienti e oltre 45000 veicoli gestiti. La piattaforma si chiama Golia, un acronimo che sta per Gestionale, Organizzazione, Lavoro, Impresa, Autotrasporto.

È il risultato dell’unione di tecnologia e persone, nel senso che da una parte questa piattaforma telematica può interfacciarsi con altre piattaforme e può raccogliere informazioni dalla strada, dal veicolo e dall’autista, che è al centro dell’attività dell’autotrasporto, merci o passeggeri. Questa è la parte tecnologica pura: la raccolta delle informazioni, telemetria, attività svolta dell’autista e quant’altro.

Dall’altra parte, parliamo di persone, quindi di tecnici, consulenti, legali, esperti di autotrasporto, che affiancano l’azienda per massimizzare l’utilizzo della piattaforma: da una parte, organizzando e rendendo efficiente l’attività di trasporto e dall’altra realizzando anche un  repository di conoscenza importante, soprattutto in ambito legale e tecnologico. Sono quegli ambiti, che per l’autotrasporto sono un po’ meno “naturali” da conoscere e gestire.

Quindi noi rappresentiamo la fonte, l’aggiornamento, la struttura, le persone, come dicevo prima, attraverso le quali il trasporto può accedere da una parte alla digitalizzazione, dall’altra parte alla conoscenza di tutto quello che aiuta a svolgere al meglio l’attività di autotrasporto.

Un Temporary manager porta nuove competenze e una visione esterna spesso molto utile. La sua squadra ha colto questa opportunità per crescere?

Direi che la risposta è decisamente sì. Nel senso che l’apporto del Temporary Manager, per l’esperienza che abbiamo potuto accumulare qui da noi in Infogest Web, è stato proprio in termini di conoscenza e anche di esperienza in ambiti collaterali, diversi da quello di cui direttamente ci occupiamo noi, che è l’autotrasporto.

Quindi mutuare anche da altri ambiti le esperienze e i metodi, sicuramente ha aiutato tutta la struttura, arricchendo tutte le persone.  Il Temporary Manager nel nostro caso specifico, ha aiutato in particolare me, a interfacciarmi con la struttura, gli uffici, i gruppi, le singole persone, per trasferire a loro, in modo migliore, puntualmente e con riscontro, sia i desiderata e gli obiettivi dell’azienda, sia le conoscenze e le esperienze nuove di altri ambiti collaterali.

Premesso che è stato un anno difficile, quali miglioramenti l’azienda ha inne..scato grazie al supporto di un Temporary Manager?

Sì, diciamo che la complicazione di questo anno ovviamente è stata importante per tutti ed anche per noi. Per quanto, va detto, l’autotrasporto è stato diversamente colpito rispetto a tanti altri ambiti. Diversamente, perché non si è fermato, ma ha dovuto operare sicuramente in un mercato e in un ambiente più complicato. Le mascherine, l’attenzione alle distanze, l’accesso alle aree di carico e  scarico sono state tutte criticità, che abbiamo dovuto affrontare con grande impegno.

Devo dire onestamente, che in questa fase, proprio per le complicazioni che il periodo del lockdown ha comportato, il Temporary manager è diventato una figura un po’ più eterea, perché non si stava tutti assieme in ufficio. Le possibilità di confronto sono state minori e quindi semmai, direi che il periodo del Covid ci ha un po’ privato di alcuni vantaggi. Non di tutti, ma alcuni vantaggi importanti non li abbiamo più potuti rilevare, proprio a causa del fatto che la distanza in qualche modo ci ha condizionato.

Per quali cambiamenti o obiettivi suggerirebbe a un collega imprenditore di avvalersi di un Temporary Manager?

Direi che sicuramente l’apporto di un Temporary Manager consente, da un lato di concentrarsi di più su alcune attività, quelle più specifiche, quelle più particolari, nel nostro caso quelle più tecnologiche. Dall’altra parte, il Temporary Manager, avendomi consentito di concentrarmi di più su tutta una serie di argomenti, mi ha anche aiutato, apportando, a me personalmente, ma anche a tutta la struttura, idee, suggerimenti, esperienze, che altrimenti, con la attività quotidiana nel nostro ambito, più difficilmente si sarebbe riusciti a raccogliere.

Intervista a Sergio MACCHIONI – Titolare di Hangar srl

Temporary Manager intervista

Intervista a Sergio Macchioni – Titolare di Hangar Srl

Descriva la sua azienda

Hangar è una startup che nasce dall’esperienza di un’altra azienda. Ci occupiamo sempre di LED, quindi di tecnologia d’illuminazione. La particolarità di Hangar è quella di esplorare una parte che abbiamo definito del non-visibile. Si tratta di quelle frequenze, di quegli aspetti della luce che non sono visibili e non utilizzati normalmente nel campo dell’illuminazione. Parlo del mondo degli infrarossi, degli ultravioletti. Ma non solo: anche di tutte quei particolari aspetti tecnici, che hanno a che fare appunto con lo spettro luminoso suddiviso nelle sue varie frequenze. In particolare, chiaramente grazie a questi studi, ci stiamo dedicando molto allo sviluppo di tecnologie legate alla crescita artificiale. Ad esempio, ci occupiamo di orticoltura, di allevamento e di tutto ciò che può essere utile ad aumentare la qualità dell’illuminazione in ambiti di crescita di prodotti e animali. Ciò naturalmente ha poi a che fare anche con l’alimentazione dell’uomo.

Un Temporary manager porta nuove competenze e una visione esterna spesso molto utile. La sua squadra ha colto questa opportunità per crescere?

Sicuramente è stato molto utile appunto avere una persona esterna, con la quale abbiamo fatto parecchi confronti, per capire come potesse comprendere meglio la realtà dall’esterno e, grazie anche alla sua esperienza, istruire tutti quanti ad una organizzazione differente e a processi, che comunque anche in una startup sono sempre difficili da seguire, perché comunque ci sono sempre delle novità. Il fatto che si stiano esplorando cose nuove, rischia a volte di far perdere il filo del percorso. Al contrario, il Temporary Manager, che ha questa capacità di strutturare meglio l’azienda, è stato un aiuto importante, perché ci ha dato delle direttive e dei riferimenti utili.

Premesso che è stato un anno difficile, quali miglioramenti l’azienda ha innescato grazie al supporto di un Temporary Manager?

L’anno che abbiamo appena passato è stato sicuramente difficile per tutti. Questa esperienza è stata utile perché ci ha permesso di vedere le cose non solo nella contingenza. Grazie ad una programmazione e ad una strutturazione delle attività, siamo riusciti a vedere oltre, a immaginare futuro e a pianificarlo meglio. Quindi è stato un anno di parecchi confronti e ha dato frutti interessanti.

Per quali cambiamenti o obiettivi suggerirebbe a un collega imprenditore di avvalersi di un Temporary Manager?

Suggerirei sicuramente di avvalersi di un Temporary manager, perché l’esperienza che abbiamo avuto noi è proprio quella di avere una persona esterna, chiaramente competente e capace anche di organizzare.

Non essere completamente coinvolto nell’azienda, permette di essere un consigliere obiettivo. Aiuta a vedere le cose in una luce più realistica. Sicuramente aiuta ad avere maggiore consapevolezza di quello che si sta facendo nell’azienda. 

È utile perché trasferisce anche in maniera molto veloce delle competenze, che a volte in azienda mancano, oppure non si riesce a vedere dove sono necessarie. È stato molto utile per fare un passo in avanti in tutta l’attività.

Temporary Manager: le conclusioni sul suo ruolo ed efficacia 

Facendo riferimento al precedente articolo, anche in questo caso le interviste confermano il ruolo del Temporary Manager come veicolo per l’introduzione di nuove competenze. Il beneficio si manifesta in una capacità di gestione più strutturata e consapevole del business. L’organizzazione cambia imparando a bilanciare meglio il tempo dedicato alla gestione del quotidiano e alla pianificazione degli aspetti di sviluppo strategico.

 


Autore:

Gianpiero Negri

Gianpiero Negri

Gianpiero Negri, responsabile operativo e coordinamento/Content Creator in CDigital. E’ esperto nell’Area Business Modeling. Opera come consulente nell’ambito della creazione di imprese innovative, della ricerca di investimenti in capitale di rischio e dello scouting tecnologico.

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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Temporary manager: cosa fa
Scritto da: redazione CDigital

Fit4The future: progetti con i Temporary Manager

Il 26 febbraio 2021 abbiamo concluso con un evento finale il Programma Fit4The future, finanziato da 4.Manager in collaborazione con CDi Manager, società di temporary manager. Sei imprenditori veneti, coinvolti nel Programma, hanno portato la loro testimonianza riguardante lo specifico progetto di cambiamento svolto in azienda grazie all’intervento di un Temporary manager. A ciascun imprenditore è stato chiesto di descrivere in pochi minuti la propria realtà aziendale, i vantaggi ottenuti e per quali cambiamenti suggerirebbe anche ad altri imprenditori di avvalersi di un temporary manager.

Il ruolo di un Temporary Manager in azienda

Il Temporary Manager è una soluzione ottimale per situazioni transitorie che può vivere l’azienda, perché opera sempre in un periodo limitato di tempo, con un inizio e una fine,  concordando obiettivi specifici da raggiungere. Questa formula risulta attrattiva per l’imprenditore perché unisce i pregi dei tempi definiti della consulenza e le competenze operative del manager classico. Inoltre permette di contenere l’effort, che costituisce una questione non marginale in un periodo difficile come il nostro, che sta subendo  la crisi pandemica provocata dal Covid-19. Un Temporary Manager può agire in situazioni anche molto diverse, quali ad esempio:

  • sviluppo di nuovi prodotti o servizi
  • generazione di nuovi modelli di business
  • progetti di trasformazione digitale o legati alla sostenibilità
  • acquisizione di nuovi clienti
  • aumento delle quote di mercato o ingresso in nuovi mercati
  • internazionalizzazione
  • gestione della crescita con piani di ristrutturazione
  • gestione finanziaria e situazioni di crisi
  • passaggio generazionale
  • nuove acquisizioni

Quando le imprese affrontano un momento critico, negativo (tagli, riassestamento economico e finanziario) o positivo (crescita, sviluppo di nuovi business), possono avere bisogno di persone in grado di intervenire operativamente per attuare il piano di miglioramento aziendale: persone che siano pronte e preparate a prendere in mano la situazione e aumentare le performance aziendali.

Per dare concretezza agli argomenti esposti, riportiamo due interviste fatte ai rappresentanti delle società coinvolte, che spiegano qual è stato l’impatto del temporary manager e che cosa ha lasciato nella loro organizzazione.

Intervista ad Anna DAREGGI – Sales Manager di Athesis srl

Descriva la sua azienda

La nostra azienda, Athesis, ha iniziato la propria storia all’inizio degli anni settanta, come maglificio che produceva per la Grande Distribuzione europea, arrivando ad essere una SpA e a produrre 2 milioni di capi l’anno. Era quindi un mercato in espansione, che ha portato ad una crescita consistente. Ovviamente questo mercato nel corso degli anni, si è modificato. La Grande Distribuzione si è rivolta ai mercati dell’Est a bassissimo costo: la nostra realtà ha dovuto quindi trovare altre strategie per restare sul mercato.

Abbiamo quindi dato vita ad un ridimensionamento dell’azienda, ma non solo: nello stesso periodo abbiamo avviato nuovi progetti che ci consentissero di trovare il nostro spazio all’interno del mercato, dando vita ad una ricerca tecnica approfondita sulle fibre tessili. Siamo così riusciti a coniugare tecnicità, sport e moda e ad entrare sul mercato con marchi nostri con l’obiettivo di restare competitivi in maniera del tutto autonoma e slegata dall’esigenza di dover produrre per altre realtà.

Un Temporary Manager porta nuove competenze e una visione esterna spesso molto utile. La sua squadra ha colto questa opportunità per crescere?

Assolutamente sì. La squadra che ha collaborato con il Temporary Manager, ha acquisito e approfondito nuove competenze. Un Temporary Manager porta con sé un bagaglio, che è il frutto di un percorso molto strutturato e molto approfondito. Dà una visione nuova, molto spesso diversa da quella che un team è abituato ad avere. Porta anche delle novità, proprio nel modo di eseguire determinati processi anche a livello aziendale. Quindi sicuramente il poter collaborare con un professionista, che ha un altro punto di vista e ha affinato determinate procedure, è di stimolo per tutto il team che ha l’opportunità di collaborare con lui.

Premesso che è stato un anno difficile, quali miglioramenti l’azienda ha innescato grazie al supporto di un Temporary Manager?

Premetto che, nel momento in cui abbiamo deciso di avvalerci di un professionista per determinate idee che si erano concretizzate in azienda, eravamo in una fase pre-pandemica e stavamo attraversando un momento di espansione. Si era quindi manifestata la necessità di sviluppare in maniera positiva la struttura per affrontare la crescita.

Il Temporary Manager, nonostante la pandemia che ha fermato l’economia a livello globale, ci ha permesso di portare a termine la reintroduzione di un reparto produttivo, che era stato esternalizzato nella fase di ridimensionamento dell’azienda.  Il suo intervento ci ha permesso di fare uno studio ed un piano molto puntuale di fattibilità e di analizzare nel dettaglio l’operazione stabilita consentendoci di portarla a termine nel miglior modo possibile.

Purtroppo non era prevedibile quanto sarebbe accaduto successivamente, ma avere riportato il reparto all’interno ha dato all’azienda l’opportunità di affrontare in maniera più flessibile il problema del lock down e di organizzarsi in maniera molto autonoma e funzionale, anche rispetto a quanto stava accadendo a livello di mercato globale.

 

Per quali cambiamenti o obiettivi suggerirebbe a un collega imprenditore di avvalersi di un Temporary Manager?

Un Temporary Manager può portare in azienda la propria professionalità a 360 gradi. Gli obiettivi sono sicuramente i più eterogenei. Si può trattare di gestire un’espansione, un nuovo business che si avvia o un aumento delle vendite. Oppure, al contrario, si può avere la necessità di gestire una riduzione delle vendite, un riassestamento economico o una riduzione di personale.

E’ comunque una figura che ha l’obiettivo di portare a termine in breve tempo determinati processi, lavora con l’azienda per riuscire in questo. Questa figura ha un grosso vantaggio, ovvero quello di analizzare il contesto aziendale dall’interno. Non si tratta di un consulente, che propone in maniera standard determinate procedure ma le analizza assieme all’azienda, le concorda con il team e lo può aiutare in questo processo. Quindi gli obiettivi sono i più disparati ed è in ogni caso una opportunità da cogliere.

Intervista a Maikol MICHELETTI – Direttore Tecnico di MA.RI.VE srl

Descriva la sua azienda

La Ma.Ri.Ve. Ascensori nasce nel 1963. E’ stata fondata da mio padre, che non è più in azienda da parecchi anni. La gestione dell’attività ora è stata portata avanti dai figli. La Ma.Ri.Ve. Ascensori è una azienda che fin dal principio si è occupata di progettazione, produzione, installazione e manutenzione di qualsiasi tipo di impianto elevatore. Parliamo di ascensori e di tutti quei dispositivi, meccanismi e macchine, che aiutano le persone a superare le barriere architettoniche. Svolgiamo una attività che per noi è molto importante dal punto di vista sociale.

Negli ultimi anni l’azienda si è ingrandita e questo ha portato alla necessità di creare una azienda figlia dell’azienda madre, che si occupasse nello specifico di progettazione e produzione di ascensori. Nel maggio del 2019 è nata la Ma.Ri.Ve. Engineering, che sto portando avanti io. Le mie due sorelle invece si occupano più della parte relativa ai servizi in Ma.Ri.Ve., che si occupa dell’installazione, del post vendita, della gestione del cliente proprietario dell’impianto ed infine della manutenzione e di tutti i servizi connessi.

Un Temporary Manager porta nuove competenze e una visione esterna spesso molto utile. La sua squadra ha colto questa opportunità per crescere?

Decisamente si. Negli ultimi anni, la Ma.Ri.Ve. è sempre stata sulla linea di crescere, di continuare nella formazione, sia dei propri dipendenti, sia dei manager e degli amministratori che la conducono, Abbiamo cercato negli anni di affidarci a esperti nella gestione della parte organizzativa dell’azienda.

In quest’ottica, il Temporary Manager è stata una figura nuova, che ha introdotto concetti nuovi, rispetto anche ad esempio ai consulenti canonici. Ci si è improntati molto di più sullo sviluppo dei singoli progetti, con un inizio e una fine, un punto di partenza e un punto di arrivo, con le conseguenti migliorie apportate dall’approccio che ha dato il Temporary Manager.

In particolare la figura del Temporary Manager ha portato in azienda sicuramente un’ottica di sviluppo aziendale e di crescita costante, sia in termini di fatturato, che di quote di mercato. Infatti l’obiettivo principale che il Temporary Manager ha fatto emergere anche in noi che amministriamo all’azienda, è quello che un’azienda è importante che cresca, perché se non lo fa la tua azienda, comunque le quote di mercato saranno occupate dai concorrenti. [Questo è determinante] per rimanere ancorati al territorio e al mercato.

Premesso che è stato un anno difficile, quali miglioramenti l’azienda ha innescato grazie al supporto di un Temporary Manager?

Il Temporary Manager sicuramente ha affrontato uno dei punti salienti e dei tasti dolenti della nostra azienda, che da sempre sono i processi di digitalizzazione. Grazie al Temporary Manager siamo riusciti a focalizzare la situazione e a capire l’importanza di rimanere al passo con i tempi digitalizzando e informatizzando l’azienda.

E’ riuscito a focalizzare molto bene e a sintetizzare i progetti di crescita di cui la nostra azienda aveva bisogno. Ha definito una tempistica per la realizzazione di questi progetti, che ha stabilito sulla base di una priorità di intervento. Nel nostro caso, un po’ si sapeva essere quella della informatizzazione e della digitalizzazione.

Per quali cambiamenti o obiettivi suggerirebbe a un collega imprenditore di avvalersi di un Temporary Manager?

Un Temporary Manager, [grazie] alla sua visione globale dettata dall’esperienza, è sicuramente un valido ausilio per affrontare le varie tematiche dolenti delle aziende. Si può [collaborare] a livello di processi organizzativi, produttivi, o a livello di post vendita e manutenzione, o di riorganizzazione delle funzioni interne, oppure di sviluppo di progetti commerciali. Non è tanto importante il settore, ma dare una priorità a quelle che sono le esigenze dell’azienda. Sicuramente il Temporary Manager permette a tutti di focalizzare meglio quelli che sono le priorità della tua azienda

Temporary Manager: le conclusioni sul suo ruolo ed efficacia 

Dalle interviste si può trarre una conclusione importante. Emerge chiaramente come il Temporary Manager si è evoluto in un profilo autonomo e distinto. Il suo ruolo non può si ridurre quindi alla semplice idea di una ibridazione tra il consulente e il manager a tempo indeterminato. La ricerca del Temporary Manager avviene per situazioni che sono spesso caratterizzate da due aspetti. In primo luogo la necessità di gestire di una fase di cambiamento organizzativo;  in secondo luogo l’attesa che durino il più breve tempo possibile.

Questa figura può certamente ancora agire nei processi in modo verticale, come avviene tradizionalmente (ad esempio come un Temporary Export Manager o un Temporary Sustainability Manager), ma la sua azione diventa efficace nella misura in cui si allarga a piani diversi. A differenza della consulenza, per agire in modo rapido e con effetti durevoli (vedi articolo di Gianluca Santoni), il Temporary Manager lavora con e sull’organizzazione, soprattutto per accrescere le competenze manageriali esistenti, offrire nuovi punti di vista, innestare una nuova mentalità orientata alla pianificazione e alla crescita.


Autore:

Gianpiero Negri

Gianpiero Negri

Gianpiero Negri, responsabile operativo e coordinamento/Content Creator in CDigital. E’ esperto nell’Area Business Modeling. Opera come consulente nell’ambito della creazione di imprese innovative, della ricerca di investimenti in capitale di rischio e dello scouting tecnologico.

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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temporary management sostenibilita
Autore: scritto da Valeriano Sandrucci e ispirato all’articolo pubblicato su Jaewa.it


Il software può favorire la sostenibilità? Ecco alcune possibili applicazioni. L’articolo presenta uno scenario futuro in cui sia i produttori di energia rinnovabile che gli utilizzatori sono entrambi attori protagonisti. Il contributo del temporary manager può costituire un’accelerazione verso il cambiamento


Sostenibilità e impegno ecologico

E’ ormai noto che Apple sta aumentando il suo impegno ecologico, stringendo accordi con i suoi fornitori in Europa, affinché le forniscano esclusivamente energia prodotta da fonti rinnovabili.

Ok, la notizia di per sé non ci lancia in un mondo nuovo: conosciamo tutti l’impegno di numerose compagnie per un mondo più sostenibile (una nota positiva, che non ne esclude altre negative, ovviamente, ma non è questo l’argomento).

Software e sostenibilità, motore del cambiamento

Dal punto di vista sia tecnologico che imprenditoriale è interessante provare a proiettare questa situazione nel futuro. E’ un fatto assodato che il clima sta cambiando. Ed è un fatto che l’impegno verso fonti rinnovabili aumenterà (e forse verrà anche incentivato con più forza dai governi). E’ evidente quindi che esiste un mercato, ancora non completamente esploso, che ruota attorno alla produzione e l’utilizzo di soluzioni ecologiche.

Questo vuol dire che in futuro potrebbe nascere ed espandersi una nicchia, oggi quasi inesistente nel mercato, di soluzioni informatiche dedicate alla gestione e al monitoraggio dell’ambiente. E non solo richieste dalle multinazionali ma anche dal cittadino comune e dalle piccole e medie imprese (Pmi).

Da una parte, infatti, la produzione di energie rinnovabili rimarrà sempre appannaggio di grandi compagnie e fondi di investimento per realizzare e mantenere operativi i costosi impianti necessari. Dall’altra, l’utilizzo e la gestione dell’energia rinnovabile sarà probabilmente sempre più nelle mani dei cittadini e delle imprese, proprio perché sono sempre più consapevoli del proprio contributo. Questo richiederà strumenti, soprattutto informatici, per verificare il reale impatto delle rinnovabili nel proprio contesto operativo. Essi diventeranno centrali anche per rafforzare e incentivare i comportamenti virtuosi e le politiche di comunicazione coerenti con i principi della sostenibilità.

Accelerare il cambiamento: il ruolo del temporary manager

Quale sarà lo scenario della “nuova normalità”? Quale ruolo giocherà la sostenibilità? Queste sono le domande al centro dell’attuale dibattito sull’evoluzione della “green economy”. Scegliere di non essere presenti, potrebbe determinare la perdita di una posizione non più recuperabile.

Per diventare applicazione e vantaggio tangibile, lo sviluppo tecnologico – aggiungiamo alle riflessioni dell’Ing. Sandrucci, autore dell’articolo – deve essere guidato da una visione chiara di dove si vuole andare. Spesso a fare la differenza nel successo del cambiamento aziendale è la capacità manageriale. Visione e flessibilità operativa con approccio cosiddetto agile, sono infatti le basi di operatività di un temporary manager.

Questi temi sono stati trattati recentemente nell’evento che ha concluso il Progetto Fit4The Future, dando ampio spazio ai nuovi temi dell’innovazione agile e della sostenibilità.


Autore:

Valeriano Sandrucci

Valeriano Sandrucci è socio fondatore e amministratore di Jaewa srl, società di Jaewa s.r.l, attiva nella progettazione e Sviluppo di applicazioni software. Presso l’Università di Firenze si è specializzato come ricercatore dello studio di Ontologie, Architetture SW evolute, Cooperazione applicativa.

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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