Scritto da: Cosimo Biliotti – Project manager in Open Seed e Ivano Greco cofondatore di Campus Innovazione

Secondo l’ultimo rapporto  del MISE al terzo trimestre 2020,  il panorama italiano delle startup innovative è costituito da  12.068 imprese, che impiegano complessivamente più di 68.000 persone. Si conferma dunque un trend in crescita, nonostante il periodo di grande difficoltà economica e sociale causata dalla pandemia da Covid-19.

Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 73,6% delle startup innovative offre servizi alle imprese (suddivise tra produzione di software e consulenza informatica 35,9%; attività di R&S 13,7%; attività dei servizi d’informazione 9,1%), il 17,7% opera nel manifatturiero, mentre il 3,2% opera nell’ambito del commercio.

Startup innovative: distribuzione per settori di attività (Fonte MISE)

Investimento in equity nelle startup

Un ruolo determinante per l’avvio e il successo delle startup è quello dell’investitore. Oltre al capitale necessario per sostenere l’attività di impresa, l’investitore infatti può portare anche le competenze per gestire efficacemente la fase più critica, ovvero quella della validazione del modello di business.

E’ ormai noto dai numerosi studi e statistiche effettuati in passato, come la fase iniziale dell’impresa sia la più difficile da superare, in quanto vengono messe alla prova del mercato la capacità della proposta di valore e del team nel rispondere efficacemente ai bisogni del cliente.

L’attività di Open Seed

Tra i soggetti che operano nel settore vi è Open Seed, una holding di investimenti nata a Firenze nel 2016, per investire e affiancare l’avvio e lo sviluppo di startup e progetti innovativi in pre-seed, fondata da Francesco Maggio e Lorenzo Ferrara.

Oggi la società conta 30 soci “mentor”, e vanta 14 partecipazioni in startup, 1 exit (CleanBnB). Vanta diverse collaborazioni con l’ecosistema italiano, messe a punto attraverso le nuove piattaforme di crowdfunding, le comunità di investimento e altri business angels a livello nazionale. Da settembre 2018 Open Seed è iscritta al registro delle imprese come Startup Innovativa.

La compagine sociale Open Seed è composta da giovani professionisti, ricercatori e imprenditori che operano nel mondo dell’innovazione e della trasformazione digitale. Competenza, spirito imprenditoriale e professionalità sono gli elementi principali che permettono il buon funzionamento della società. 

Open Seed è nato al servizio esclusivo dei soci di BusinessAngels Network, ma oggi apre il capitale a tutti gli investitori interessati con la nuova selezione di progetti che si andrà ad aggiungere al ricco portafoglio di partecipate.

Nelle sue attività di scouting e sviluppo dei progetti Open Seed collabora con vari attori del settore: Iban – Italian Business Angels Network, Innovup, Murate Idea Park, Trentino Sviluppo, Wylab, Pariter Partners, Grownnectia, Lventure Group, Campus Innovazione, Seed Money e Sweat Equity.

Open Seed investe in una selezione dei migliori progetti e delle migliori start-up su tutto il territorio italiano. Il veicolo di investimento, costituito nella forma di SRL innovativa (Holding di Partecipazione), raccoglie capitale nel mercato e seleziona i progetti su cui investire affiancandoli con le proprie competenze e contatti per favorirne l’incubazione e il successo.

Per questo, lavora su più livelli:

  • Nella forma del solo investimento su start-up già attive e avviate ma con grande potenziale
  • Su progetti già avviati che intendono espandersi nel nostro territorio, ai quali mette a disposizione anche le proprie competenze e relazioni
  • Su start-up in fase zero, fornendo esperienze e conoscenze per favorire l’evoluzione del progetto o della sola idea in una realtà concreta, portandola fino alla costituzione e al primo round di investimento.

La nuova iniziativa di finanziamento per le startup

Con l’obiettivo di continuare a investire nei progetti imprenditoriali in grado di sfruttare al meglio le opportunità della trasformazione digitale, che sta rivoluzionando la nostra economia e la nostra società, Open Seed lancia una nuova iniziativa di finanziamento con una valutazione fino a 1 milione di Euro. E’ previsto un investimento in equity fino a 45.000 Euro di cui 15000 Euro saranno in servizi erogati dai partner di Open Seed. 

I destinatari sono le startup in possesso dei seguenti requisiti:

  • siano in fase di fase pre-seed
  • siano in possesso di un prototipo funzionante
  • abbiano già ricevuto le prime evidenze di interesse del mercato.

Le startup saranno seguite dai Mentor di Open Seed che potranno aderire a questa iniziativa partecipando al prossimo aumento di capitale.

Obiettivo del programma è finanziare startup che abbiamo

Questa iniziativa è realizzata in partnership con Campus Innovazione, piattaforma di open innovation che mette in rete professionisti e startup con l’obiettivo di creare valore per le aziende.

Il ruolo del mentor: una opportunità anche per il temporary manager

Questa iniziativa di finanziamento appare molto interessante anche per la Community di CDigital, dove esistono già diversi Temporary Manager, che si dedicano alla funzione di mentor e possono sviluppare nuove opportunità di collaborazione nel ruolo di mentor e/o di investitori.

Per informazioni inviate mail a projectmanager@openseed.it.

Le startup che soddisfano i requisiti richiesti possono aderire online compilando questo form: https://tinyurl.com/OS-pre-seed.


Autori:

Cosimo Biliotti è Project Manager in Open Seed, collaboratore freelance di Kinoa, Firenze Business Angels Network (BAN Firenze) e giornalista presso DEApress

Ivano Greco è co-fondatore di Campus Innovazione, financial advisor di Cupsolidale e membro del board di Bleb. Responsabile del gruppo di selezione delle startup di Firenze Business Angel Network (BAN)

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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Piano transizione 4.0
Autore: la redazione CDigital

Uno dei pilastri su cui porrà le fondamenta il Recovery Fund italiano sarà il Piano Nazionale Transizione 4.0. Nella legge di Bilancio 2021 vengono messe, a disposizione delle imprese per innovarsi, risorse per un ammontare di circa 24 miliardi di Euro. Il Nuovo Piano Nazionale del MISE prevede interventi sulle agevolazioni relative ai beni materiali e immateriali, ricerca e sviluppo, innovazione, design, green e formazione 4.0.

Le novità principali del nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

Il nuovo Piano Nazionale si pone due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati e garantire stabilità e certezze alle imprese attraverso misure pluriennali.

In sintesi, ecco dunque le novità principali:

  • Potenziamento degli incentivi sugli investimenti 4.0 attraverso l’incremento dei tetti massimi agevolabili e delle aliquote del credito d’imposta
  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020
  • È riconosciuto infine un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022, a condizione che: (i) il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto un versamento pari al 20% del costo di acquisizione; (ii) la consegna dei beni avvenga nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

Gli investimenti agevolabili e le percentuali di aiuto: i dettagli del piano

Riportiamo nel seguito il dettaglio delle principali novità contenute nella nota del MISE:

A. Investimenti in beni materiali e immateriali

B. Ricerca&Sviluppo, Innovazione, Design e Green

C. Credito Formazione 4.0

BENI MATERIALI E IMMATERIALI

A. Investimenti in Beni materiali e immateriali

Le novità riguardano due aspetti: (A.1) l’anticipazione e riduzione della compensazione del credito e (A.2) la maggiorazione dei tetti e delle aliquote per investimenti in beni materiali, immateriali, Industry4.0:

A.1 Anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno

  • per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5.000.000 euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;
  • è ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;
  • per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

A.2 Maggiorazione tetti e aliquote

Beni materiali e immateriali

  • incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;
  • incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;
  • estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 al 6% per investimenti effettuati nel 2022.

 Beni materiali “Industry 4.0”

  • per spese inferiori a 2,5 milioni di euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;
  • per spese superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022;
  • per spese superiori a 10 milioni di euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022.

Beni immateriali “Industry 4.0”

  • incremento dal 15% al 20%
  • massimale da 700.000 euro a 1 milione di euro

R&S, GREEN, DESIGN

B. Ricerca & Sviluppo, innovazione, Green, Design

  • Ricerca&Sviluppo: incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di euro;
  • Innovazione tecnologica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Innovazione green e digitale: incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Design e ideazione estetica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.

Formazione 4.0

C. Credito Formazione 4.0

  • Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
  • E’ riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022)

Preparare l’organizzazione alla Transizione 4.0

Le nuove tecnologie digitali stanno trasformando rapidamente il mondo che conosciamo, decretando la fine di sistemi a cui eravamo abituati e aprendo la strada a nuovi modelli. Per giocare un ruolo da protagonisti e non da inseguitori della tecnologia, un passo cruciale sta nel modificare il nostro modo di operare e di pensare, sia a livello personale, ma soprattutto a livello di team: dobbiamo lavorare quindi per allineare tutta l’organizzazione alla volontà del cambiamento. Ecco perché, oltre alla introduzione di nuove tecnologie e modelli di business, è molto importante fare formazione e coinvolgere la funzione Risorse Umane nell’avviare iniziative volte ad aumentare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti al cambiamento.

In tema di adeguamento al cambiamento e di flessibilità, le imprese italiane hanno sempre dimostrato grande capacità di adattamento alle mutate condizioni dell’ambiente economico e sociale. A fianco delle aziende italiane, CDigital opera con i propri Temporary Innovation Manager per sostenere e potenziare il processo di trasformazione digitale, attraverso interventi ben definiti nel tempo, specifici e mirati al raggiungimento di risultati concreti e tangibili.


Autore:

La Redazione

Gianpiero Negri

Gianpiero Negri è responsabile operativo e coordinamento/Content Creator in CDigital, è esperto nell’Area Business Modeling ed opera come consulente nell’ambito della creazione di imprese innovative, della ricerca di investimenti in capitale di rischio e dello scouting tecnologico.

Giada Vitelli, Media Specialist del Blog CDigital. Laureata in Economia e Commercio all’Università di Pisa, studentessa al Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management marittimo e portuale all’Università di Genova.

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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Scritto da: Gianpiero Negri – Responsabile operativo e coordinamento/Content Creator in CDigital , esperto Area Business Modeling

Digital Automation Week (27nov- 4dic) è un evento organizzato da Siemens sul tema della Trasformazione Digitale in ambito Automation. L’iniziativa è particolarmente interessante per le soluzioni tecnologiche offerte, ma soprattutto perché affronta questioni molto attuali e dibattute: in primo luogo la scelta di innovare nel quadro della crisi causata dalla pandemia e, in secondo luogo, il rapporto tra tecnologia e beneficio per le aziende. È stato sottolineato come la tecnologia non genera automaticamente del valore, a meno che non sia affiancata da un piano strategico e organizzativo, che consideri attentamente l’impatto delle competenze. A tale proposito, consideriamo utile un confronto con la nostra esperienza di temporary manager a fianco delle PMI nella realizzazione di progetti di trasformazione digitale.

Trasformazione digitale: le ragioni del cambiamento

Venerdì 27 novembre è iniziato Digital Automation Week, un evento organizzato da Siemens, dedicato alle nuove soluzioni a disposizione delle imprese italiane, in particolare delle PMI, sensibili al tema della Trasformazione Digitale. Nel corso della prima giornata è stata presentata un’ampia panoramica dell’offerta di soluzioni proprietarie per il settore dell’automazione e sono state affrontate anche diverse questioni legate alla scelta di innovare: ha senso pensare ora all’innovazione? Perché proprio in questo momento? È necessario coinvolgere i collaboratori tenuto conto dell’attuale situazione di emergenza?  

“Il futuro è fatto di innovazione e velocità: il pesce veloce mangia il pesce lento”

L’esperienza e anche gli studi delle grandi società di consulenza sottolineano che le tecnologie digitali rappresentano oggi un fenomeno dirompente capace di rimettere in discussione gli equilibri competitivi. Attendere il ritorno al passato è un’aspettativa vana: occorre far posto ad una rinnovata capacità di interpretare i nuovi bisogni del mercato e puntare sulle tecnologie e i modelli di business più promettenti. Il mercato premierà non chi è grande, ma chi si adatterà più velocemente alle nuove condizioni.

I trend emergenti

Oggi sempre di più si parla di sicurezza, connettività, digital experience, cloud, blockchain, simulazione e visualizzazione e di molte altre tecnologie cosiddette abilitanti. In particolare alcuni studi mettono in evidenza che l’Edge computing, l’Augmented Reality e l’Artificial Intelligence avranno un ruolo decisivo.

Key Influencer in the future of Automation
Source: Frost &Sullivan (2018)

Le tecnologie digitali non sono sufficienti a generare maggiore redditività: occorre una chiara visione strategica e di business, che guidi la trasformazione digitale nell’organizzazione.

“La tecnologia di per sé non ha molto significato se non è finalizzata a un obiettivo

Come è stato argomentato dai relatori intervenuti, “la tecnologia di per sé non ha molto significato se non è finalizzata a un obiettivo”. Occorre ragionare in modo concreto su ciò che si vuole realmente migliorare. “Ai miei clienti – riprendendo un passaggio degli interventi – chiedo sempre: quali sono i vostri più grossi mal di testa? Su che cosa vorreste agire? Sulla flessibilità, la riduzione del time-to-market, l’aumento di produttività?”

Queste sono certamente le domande di partenza. In un approfondimento successivo si identificheranno gli obiettivi specifici da raggiungere in un progetto iniziale di digitalizzazione o in un percorso di trasformazione digitale già in atto. Ad esempio si potrebbe agire sulla riduzione della dimensione minima dei lotti, o abbattere i tempi di sviluppo, o ancora lavorare sul tempo di messa di servizio delle attrezzature, o sui problemi di qualità.

Tuttavia, non si ripete mai abbastanza il fatto che l’innovazione diventa davvero profittevole quando l’obiettivo è di carattere strategico e non si adagia unicamente sulla logica del risparmio: alla base ci deve essere sempre la consapevolezza che l’innovazione è l’unica via per intercettare le nuove opportunità di business in un mercato sempre più incerto e mutevole.

Trasformazione digitale e competenze

Nel corso degli interventi è stato ricordato come il fattore centrale per innovare in azienda sono le persone: “L’iniziativa può partire da imprenditori illuminati che hanno progetti e sanno convincere i tecnici. A volte invece è la parte IT (Information Technology) od OT (Operational technology) che capisce le potenzialità. Quello che conta alla fine è la convinzione di gruppo

Il beneficio offerto dall’innovazione diventa effettivo quando il cambiamento tecnologico è accompagnato da un adeguamento delle competenze delle persone che devono gestire i nuovi sistemi e, per farlo, spesso devono cambiare radicalmente il loro metodo di lavoro. È importante quindi curare l’aspetto della comunicazione interna ed esterna, gestire il coinvolgimento effettivo delle persone (ad esempio attraverso l’utilizzo di metodologie Lean) e progettare l’introduzione di benefit e incentivi collegati al miglioramento delle competenze digitali e alla valorizzazione delle soft skills.

“Quello che conta è la convinzione di gruppo”

Sul fronte delle competenze, recentemente in occasione del World Economic Forum (“The Future of Jobs Report 2020”, Oct 2020) è stato sottolineato come la domanda di nuove professionalità emergenti diventerà centrale nei nuovi sistemi organizzativi e non potranno essere coperte totalmente dalle risorse interne. Per il futuro sarà dunque importante prevedere dei piani di formazione di medio termine delle competenze necessarie per sostenere la trasformazione digitale.

Emerging and Redundant job roles - Italy
Source: “The Future of Jobs 2020 Report 2020” (WEF2020)

Inoltre, soprattutto per le PMI, sarà utile esplorare nuove forme di collaborazione con soggetti esterni, fornitori, partner, clienti o all’interno dei nuovi ecosistemi dell’innovazione. Un esempio è dato dai Digital Innovation Hub, o dai centri tecnologici, quale il Digital Enterprise Experience Center di Piacenza, dove le aziende possono fare sperimentazione pratica e personalizzata sulle proprie esigenze.

Una nuova opportunità dall’offerta di servizi di temporary management

La ricerca di obiettivi chiari, l’arricchimento della rete di collaborazioni, l’aggiornamento delle competenze, la gestione delle risorse umane, effettuati seguendo l’approccio sopra descritto, sembrano dettati dalla necessità e dal buon senso, ma sarebbe un errore considerarli un fatto scontato o un processo lineare. Grazie alla loro flessibilità e intraprendenza le imprese italiane hanno dimostrato di saper affrontare tali questioni, agendo con senso pratico, valutando con attenzione i progetti di innovazione in base all’effettiva redditività, o compiendo piccoli passi successivi, senza avventurarsi in piani sovradimensionati e costosi.

“Piccoli passi nella giusta direzione”

Questa è la filosofia che adottiamo anche nella nostra Community CDigital, costituita da Temporary Manager, che operano fianco a fianco alle persone all’interno dell’azienda, come nel caso di Fit4TheFuture un Programma, a livello nazionale di 12 interventi di ammodernamento e innovazione digitale gestito da CDi Manager,  finanziato totalmente da 4Manager, Ente bilaterale per le politiche attive del lavoro di Confindustria e Federmanager.

Non basta ideare o implementare tecnologie: ci assicuriamo che i progetti diventino un “fatto organizzativo”, un elemento incorporato e vivo nei processi e nelle modalità di lavoro delle persone. Per sua natura il Temporary manager è un realizzatore ed una guida per il team che gli viene affidato.

Schema di programmazione progetti Fit4The future
Fit4TheFuture – Schema di programmazione degli interventi

Autore:

Gianpiero Negri è responsabile operativo e coordinamento/Content Creator in CDigital, esperto nell’Area Business Modeling. Opera come consulente nell’ambito della creazione di imprese innovative, della ricerca di investimenti in capitale di rischio e dello scouting tecnologico

CDigital si è attivata in tal senso creando dei KIT di intervento, che costituiscono strumenti attuativi semplici e ad alto impatto a disposizione dell’impresa. I KIT sono stati sviluppati in modo tale da aiutare l’impresa a focalizzarsi sulle aree di intervento che ritengono prioritarie. Scopri i KIT CDigital più adatti a te.

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